“La politica del cielo: chiunque, comunque, dovunque”.

Siamo partiti dalla lettura di un verso che potremmo definire come un sunto di tutta la bibbia, un verso che spiega il senso della missione di Gesù sulla terra: “Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16). Molti sono alla ricerca dell’elisir per una vita lunga, ma il vero elisir della vita eterna si ha quando conosciamo Dio.
La politica che Gesù adotta è diametralmente opposta a quella che vige sulla terra. C’è una parolina molto importante nel verso letto: “chiunque”, un pronome indefinito che vuol dire tutti: qualsiasi sia l’età, il sesso, la razza, il ceto sociale… Gesù disse a Nicodemo: “Chiunque accetta Gesù nel proprio cuore avrà vita eterna”. Mentre la promessa di Dio nell’antico testamento era rivolta solo al popolo degli Ebrei, con la venuta di Gesù siamo inclusi tutti! Dio ha rotto ogni schema: siamo tutti Suoi figli, Lui non si rivolge a persone “speciali”, ma il suo chiunque è per me e te. Un’altra parola che troviamo spesso nella bibbia è “comunque”, un avverbio di modo che tra i vari significati può voler dire che Dio ci sceglie comunque: qualsiasi sia lo stato in cui ci troviamo, qualsiasi sia il nostro conto in banca, il colore della nostra pelle… etc etc. Dio attraverso Gesù non ha fatto distinzioni nemmeno in base alla condizione di peccato! Lui andava incontro ai lebbrosi nonostante la legge del tempo prevedesse di tenerli alla larga, Dio si avvicina a noi comunque, nonostante il peccato nella nostra vita.
Un giorno Gesù si avvicinò ad un lebbroso e addirittura lo toccò, rispondendo alla sua richiesta di guarigione: “Sì, lo voglio, sii guarito” e in quello stesso istante il lebbroso guarì! Dio si avvicina a chiunque e comunque, non si è mai rifiutato di guarirci, liberarci, salvarci. Infine un’altra parola che troviamo spesso nella bibbia è “dovunque”, un avverbio di luogo che vuol dire : in ogni posto. Gesù raggiunge le persone in ogni luogo pur di salvarle, come il buon pastore che lasciò le 99 pecore per recuperare la centesima. Nella parabola del figliuol prodigo leggiamo di quest’uomo che mentre si trovava lontano da Dio sperperò tutte le sue ricchezze (sperperare è un verbo che si usa per indicare il lancio dei semi nei campi). Essendo rimasto senza alcun avere, l’unico lavoro che riuscì a trovare fu quello di guardiano dei porci e tanta era la sua fame, che si nutrì col loro stesso cibo. Disperato decise così di ritornare a casa dal padre sperando nella sua pietà a tal punto da essere disposto a divenire suo servo.
Così iniziò il suo cammino, ma mentre era in prossimità della strada vicino casa, da lontano scorse un uomo che passeggiava preoccupato: era suo padre che lo stava aspettando con tanta impazienza che, appena lo vide, gli corse incontro ad abbracciarlo, senza aspettare nemmeno che percorresse tutta la strada.
Così Dio fa con noi!
Dio ama chiunque, comunque e dovunque tu sia. Quanto lontano sei da Dio? Non importa. Il Suo amore è molto più vicino di quanto tu possa immaginare, basta invocarlo e la Sua mano ti raggiungerà: “Sì lo voglio, sii salvato!”. Finché Cristo non ritornerà, le sue braccia saranno sempre aperte e pronte ad accoglierci!
Dio ci benedica

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