“Un fallito al tavolo del re”

Protagonista assoluto dell’antico testamento è il popolo d’Israele. Questo popolo venne guidato da Dio finché ad un certo punto chiese a Samuele di eleggere un re e così fu eletto Saul: un uomo di bell’aspetto, forte, abile nelle battaglie ed intelligente. Nonostante avesse tutti questi pregi, il suo cuore era lontano da Dio poiché commise molti peccati e così, l’Eterno scelse un altro re: Davide, un uomo secondo il cuore di Dio, un ragazzino che all’epoca aveva appena 17 anni. Davide è molto conosciuto per il modo in cui lodava Dio con la sua arpa, ma anche per aver sconfitto il gigante Golia con una semplice fionda. Dopo aver vinto questa battaglia, fu elogiato da tutto il popolo e così, Saul iniziò ad invidiarlo a tal punto da volerlo uccidere. Saul aveva un figlio di nome Gionathan che era molto amico di Davide; tra i due nacque una bellissima amicizia e Gionathan, essendo a conoscenza delle intenzioni di suo padre, consigliò a Davide di scappare col suo popolo. I due si dichiararono amicizia eterna, posero la mano destra l’uno sul ventre dell’altro e dichiararono un accordo, strinsero un patto di amicizia eterna anche tra le loro rispettive discendenze.
Passarono gli anni e Saul diede la caccia a Davide in maniera spietata, ma mai riuscì a torcergli un solo capello poiché Dio era con lui! Gionathan si sposò ed ebbe dei figli, uno dei quali si chiamava Mefibosceth, destinato a diventare re d’Israele. Quando aveva 5 anni però arrivò a palazzo una falsa notizia riguardante la morte di Saul e Gionathan ed inoltre giunse voce che i Filistei di lì a poco avrebbero raggiunto il palazzo. La badante che teneva in braccio Mefibosceth, apprese queste notizie, iniziò a scappare ma inciampò ed il piccolo cadde dalle sue braccia spezzandosi entrambe le gambe: da quel momento rimase storpio per tutta la vita. Quelle voci erano infondate poiché i Filistei mai giunsero al palazzo.
Spesso il diavolo gioca con le voci e noi gli diamo molto credito, tanto da farcene intimorire. Che sia una diagnosi, un pettegolezzo o una parola di sconforto, dobbiamo dichiarare a quelle sentenze che crediamo soltanto alle promesse di Dio!
Nel frattempo passarono molti anni ed in II Samuele 9:1/13 possiamo leggere il finale di questa storia.
Il nome Mefibosceth significa “qualcuno che porta vergogna”, per cui, nonostante fosse destinato a diventare re, già dal nome che gli fu dato, si evince una vita di fallimenti, tra cui quello di non divenire mai re d’Israele. Mefibosceth inoltre viveva in un paese chiamato Lodebar, che tradotto significa: “terra arida, senza frutto”.
Quanti Mefibosceth ci sono in mezzo a noi? Quante volte ci siamo visti come dei falliti? Un matrimonio fallito, sogni infranti, condizioni di vita precarie per noi e i nostri figli… Quante volte ci siamo sentiti “portatori di una vergogna”? Ma nei versi sopra citati è scritto che Mefibosceth fu chiamato al cospetto del re Davide il quale ricordò ed onorò il patto stretto col suo amico Gionathan, quell’abbraccio e quella preghiera che fecero ed in virtù di ciò, Davide abbracciò Mefibosceth che si era prostrato davanti ai suoi piedi, si “abbassò al suo livello”, lo strinse e gli disse che il palazzo sarebbe stato la sua nuova casa per lui e tutta la sua famiglia. E’ più volte scritto che Mefibosceth mangiava alla mensa del re, così come gli stessi figli di Davide. Non fu più un fallito, un mendicante, lo scarto della società, ma divenne figlio del re!
Non avere vergogna dei tuoi fallimenti, perché così come il re chiamò Mefibosceth, Dio, il Re dei re, ti chiama poiché anche Lui, tempo fa, ha stretto un patto con suo figlio Gesù Cristo sul calvario e per amore di quel patto Egli ti chiama e ti perdona per fare di te Suo figlio!
Quanti in mezzo a noi vivono con la consapevolezza di essere seduti ogni giorno alla mensa de Re? Ci sono molti cristiani i quali, nonostante Dio abbia fatto tanto per loro, vivono con la mentalità di Mefibosceth, nella vergogna e con la paura del nemico. Fallito significa persona non riuscita, mancato (nell’obiettivo). Ma Dio ha uno scopo per le nostre vite e noi molto spesso viviamo lontani da esso, girovagando come pecore senza pastore. Dobbiamo decidere di sederci alla tavola del re e non vivere più una vita di fallimenti o apparenti vittorie, ma godere delle benedizioni che Dio ha in serbo per noi. Se i peccati ti stanno tormentando, Dio li allontanerà da te. Vai a sederti alla tavola del re, con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo!
Dio ci benedica

Write a comment:

*

Your email address will not be published.

Gospel Napoli Theme | Made with love.
Top
Follow us: