sermone 12 11

frase 13 11

Nella parola di Dio è scritto che Egli è in cerca di veri adoratori.
Il vero adoratore è un uomo/donna che non si dispera per quello che non ha, ma ringrazia Dio per ciò che ha; il vero adoratore ha un cuore sempre grato al Signore, non ha il muso lungo!
Porta quel poco che hai ma con un cuore grato. Hai un cuore distrutto? Dio te ne darà uno nuovo! Questa è l’attitudine del vero adoratore, lui è grato a prescindere… anche se non ha tutto.
L’adoratore è spinto a dare il meglio, non il peggio di se stesso.
Dio non ama QUANTO tu dai, ma COME lo dai; Lui bada alla qualità.
Un giorno Caino ed Abele si presentarono davanti al Signore. Il primo puntò sulla quantità offrendo più sacrifici a Dio, (che poi si scoprirono essere lo “scarto” di tutti i suoi averi), mentre Abele offrì soltanto un agnello (che era tutto ciò che aveva). Il Signore apprezzó di più Abele poiché ai Suoi occhi conta la qualità di ciò che Gli offriamo.
Lo stesso vale per quella donna che offrì a Gesù un vaso di alabastro pieno di olio prezioso.
Gesù è l’esempio calzante del vero adoratore: diede TUTTO se stesso per noi su quella croce. Nemmeno una goccia del suo sangue fu risparmiata.
L’adorazione dunque, non è un’espressione ma una condizione. Non è una serie di parole messe insieme che sono così belle da toccare il cuore di Dio. Dio si commuove e viene toccato anche dalle voci stonate che però cantano con un cuore grato a Lui e Lo lodano nonostante le tempeste o le giornate di sole. Dobbiamo lodare sempre il Signore, in ogni tempo.
In Giovanni 9:1/41 leggiamo la storia del cieco nato che si trasformò in un vero adoratore. Quell’uomo mai prima di allora aveva pensato di poter diventare un vero adoratore di Dio.
Un uomo nato cieco era sicuramente analfabeta, dato che a quei tempi queste persone venivano abbandonate perfino dai genitori. A motivo di ciò quel cieco era un elemosinante. Anche dopo la guarigione fu cacciato fuori dalla sinagoga, ma Gesù lo accolse. Egli ama abbracciare i fuoriusciti. All’inizio della lettura vediamo come per questo cieco Gesù era “un uomo” e non sapeva più dove fosse.
Da uomo poi lo definisce “profeta” ed alla fine ecco come nasce un adoratore: quel profeta diventa “il figlio di Dio”. Egli si prostrò a terra e Lo adorò.
Un vero adoratore prende coscienza di chi Gesù è per la sua vita. Se tu non sai chi è Gesù per la tua vita non sei un adoratore doc, ti sei solo avvicinato ma hai mancato il bersaglio. Un adoratore sa sempre chi è Gesù .
In alcune fasi della nostra vita, Gesù è l’uomo descritto in quel libro, in altre invece è un profeta, un guaritore , un livello in più. Poi c’è quel momento in cui prendiamo coscienza di chi è veramente Gesù per la nostra vita: il figlio di Dio, Dio stesso.
Abbiamo letto di un miracolo che MAI prima Gesù aveva compiuto. Perché prese della polvere e con la saliva ne fece del fango che splamò sulle orbite di quell’uomo? Perché quell’uomo era cieco dalla nascita, e quindi non aveva gli occhi. Gesù gli donò ciò che gli mancava. Solo uno può creare qualcosa dal nulla: Dio!
Credi con tutto te stesso che Gesù può darti qualcosa che agli altri non ha mai dato, Lui non fa fotocopie ma compie miracoli personalizzati!
Quell’uomo aveva trascorso la sua vita mendicando.
Spiritualmente molti sono mendicanti. Di solito utilizziamo questo termine per disprezzare gli altri e molto spesso entriamo alla presenza di Dio con la mentalità del mendicante. Ci organizziamo affinché possiamo elemosinare qualcosa da Dio: “Signore dammi quella cosa, compi quel miracolo”. Questa è l’attitudine del mendicante. Quell’uomo si era organizzato a vivere la sua vita come un mendicante e spesso anche i cristiani lo fanno. Quell’uomo era capace di suscitare compassione, di strappare una lacrima, ma Dio non solo gli stava dando la vita, Egli stava cambiando la sua attitudine, la sua mentalità .
Non sperare nell’elemosina di Dio, ma spera in Lui direttamente perché Egli ha in serbo per te qualcosa di grande. A volte si fa a gara per impietosire gli altri con i nostri malanni, problemi, acciacchi…
Tu non sei stato creato per lamentarti, ma per lodare ed adorare Dio perché sei la Sua prima scelta. Molti cristiani non si sentono mai scelti da Dio. Nell’antico testamento Davide fu un grande adoratore perché ebbe la certezza assoluta di essere la prima scelta di Dio! Lui che non fu nemmeno considerato da suo padre Isai per presentarsi all’appuntamento con Samuele che doveva scegliere tra tutti i suoi figli chi ungere come re.
Davide fu scelto da Dio e da quel giorno non ebbe più l’attitudine di compiangersi per la non considerazione del padre, ma fu fiero di essere stato scelto da Dio.
Noi siamo stati eletti prima della fondazione del mondo, quel giorno della nostra grazia Dio aveva un appuntamento con noi per sceglierci.
Lui mai ci lascerà ed abbandonerà.
Gesù non potenziò quell’uomo, ma creò dal nulla i suoi occhi.
Punto importante su cui riflettere è che non è scritto che quell’uomo cieco avesse fede. Gesù non gli chiese se voleva recuperare la vista, non gli pose nessuna domanda, ma direttamente creò quella poltiglia e la usò per creare i suoi occhi. Quell’uomo non dimostrò fede ma ubbidì a Gesù. L’ubbidienza vale più del sacrificio. Spesso l’ubbidienza precede la fede.
Quell’uomo semplicemente ubbidì. Non è scritto che credette. Molto spesso basterebbe soltanto ubbidire a Dio.
I 10 lebbrosi furono mandati dal sommo sacerdote. Loro non credettero alle parole di Dio ma Gli ubbidirono e mentre si recavano dal sommo sacerdote, furono guariti.
Come ci è duro a volte ubbidire a Dio o a chi Egli ha posto nella nostra vita come autorità.
Elia chiese a quella donna che non aveva di che mangiare di preparargli una facaccia e mentre lei ubbidiva a quella richiesta, Dio moltiplicava. Non porti tante domande, non farti tanti scrupoli: ubbidisci alla Sua parola e vedrai grandi opere!
Quel giorno Dio si scelse un adoratore e se la logica vuole che quelli sempre in vista sono i migliori, Dio quel giorno avrebbe dovuto scegliere il sommo sacerdote, per esempio. Invece no. Dio si scelse un adoratore della strada, un mendicante che di lì a poco sarebbe diventato un adoratore doc, un vero adoratore.
Chi sceglierà Dio?
“Signore scegli me, voglio essere un vero adoratore, ringraziarti per ciò che ho ma soprattutto per ciò che non ho, nella tempesta voglio aggrapparmi a te”. Diventa un vero adoratore e riconosci che Gesù è il figlio di Dio. Non aspettare che si intoni un canto, adorare significa non una corretta espressione, ma una corretta condizione davanti a Dio.
Che il nostro cuore possa diventare la chiesa di Cristo per poterLo adorare.
Dio ci benedica.

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